A GRANDE RICHIESTA, PER CHI VUOL VIAGGIARE AD AMSTERDAM

La città di Amsterdam è difficile da raccontare in una pagina. Specie se, come me, ci si è vissuti per un anno. Ergo, metto solo le cose più importanti, quelle che magari non trovereste in una guida turistica, o quelle che più frequentemente vengono chieste nei newsgroup.

Innanzitutto, come arrivarci: c'è un pullman della Eurolines che parte ogni giorno dall'Italia, e in 20 ore circa arriva in Olanda. Un consiglio: prendetelo esclusivamente se soggiornerete per due settimane, o il tempo per riprendervi consideratelo sprecato.
Da escludere il treno, che impiega 12 ore ma costa quanto l'aereo, il mezzo più consigliabile. Purtroppo Ryanair non opera ad Amsterdam, comunque potete provare a cercare altre compagnie low-cost.

Appena arrivati a Schiphol, potete arrivare tranquillamente in città col treno, in 20 minuti al costo di 3 euro circa. I treni olandesi costano molto, e gli sconti si ottengono solo sottoscrivendo una specie di Amicotreno, dal costo di circa 50 Euro, che dà diritto al 40% di sconto fino a 4 persone (mi pare, 2 sicuramente), e vale un anno. Quindi, se avete intenzione di muovervi coi treni per l'Olanda, ve la consiglio. Informatevi prima se vale solo per domiciliati in Olanda (scusatemi, non mi ricordo proprio tutto, ci sono stato 4 anni fa).
Come giungete alla stazione, vi appare davanti uno scenario da "paese dei balocchi", specie se arrivate di sera: luci ovunque, rumori non troppo intensi, chiese illuminate, canali e tram, oltre a persone di tutti i colori. Amsterdam, infatti, è molto differente dall'Olanda: solo il 10% degli Amstelodamesi vi abita ancora, il resto viene da fuori.

Dalla stazione, il 99% dei turisti imbocca lo stradone che arriva a piazza Dam (la Damrak). NON ve lo consiglio, se non avete urgenza: molto più bello passare dietro la St Nikolas Kerk (kerk vuol dire chiesa), così da avere chiari i motivi per i quali questa città viene chiamata la "Venezia del Nord". Appena dietro la chiesa, costeggiata per un canale sulla sinistra, svoltate a destra, e subito a sinistra. Siete appena entrati nel quartiere a luci rosse. Ovvio, perché la St Nikolas era la chiesa che accoglieva i naviganti, ed il quartiere del porto, come sempre, ospitava non solo la compagnia degli armatori, la borsa, la compagnia delle indie dell'est (edifici tuttora presenti), ma anche i bordelli. Oggi, più politically correct, chiamati "vetrine". Che rimangono comunque una prerogativa della città (anche se si trovano ad Anversa, Brugge, Rotterdam), perché ce ne sono tantissimi.

Un consiglio: se siete appena arrivati, carichi di valigie, prima andate in albergo, poi fate questo percorso. Amsterdam è una città indubbiamente molto più sicura e tranquilla di qualsiasi città italiana sopra i 200mila abitanti, credetemi. Intendo dire che una ragazza può andarsene tranquillamente a piedi, sola, di notte, per la città, senza avere timori o problemi. Una cosa del genere non è possibile da tempo a Bologna, per dirne una.

Il quartiere a luci rosse, per quanto conosciuto come tempio della trasgressione, ha in realtà le sue regole ben precise: è vietato fotografare le ragazze in vetrina (qualcuno si è visto tirare oggetti, oltre che insulti); è poco tollerato fare i buffoni lì davanti (a meno che non siate in venti persone, e allora il numero fa la forza, ma poi i conti li fate con i poliziotti, che se si arrabbiano non sono teneri); se proprio volete andare con una di loro, badate che NON ne avete la certezza matematica, perché possono anche decidere di rifiutarvi, se non andate bene (alla faccia del maschilismo...); da parte loro, è vietato chiamarvi dentro e aprire le porte per istigarvi.

Dietro il quartiere a luci rosse, dalla parte opposta rispetto a piazza Dam, c'è il quartiere cinese, carino per qualche giro, anche se con circospezione: la parte in fondo del quartiere a luci rosse, insieme a quella di China Town (quelle più verso la stazione), di notte andrebbero frequentate senza grossi patemi, ma senza neanche attardarsi troppo, specie se si ostentano macchine fotografiche o altri monili tecnologici, o preziosi in genere. Evitate, per quanto possibile, di essere proprio "turistici" al massimo, per cercare di godervi meglio la città, senza incappare nelle "sòle" affibbiate ai turisti.

Come per esempio nei coffeeshop: considerate il fatto che i menu, nei coffeeshop, vengono tradotti prima di tutto in italiano, lingua che le guide dei musei neanche contemplano (e la cosa non ci fa molto onore, anche se la spocchia olandese fa la sua parte). Evitate, se possibile, i Bulldog, veri Mc Donald's del genere. Molto più caratteristico, invece, il museo della Marijuana, in Oudezijds Voorburgwal. Altro consiglio: anziché andare a devastarvi sin da subito, leggetevi una delle diffusissime pubblicazioni su come usufruire al meglio del cannabinolo. E un'altra cosa: fumare non è legale, ma è "tollerato" nei coffeeshop, a Vondelpark e nei parchi in generale. Per strada, cercate di non infastidire le persone, tipo appoggiandovi alle scale dei palazzi. Assolutamente evitate di fumare nei locali non coffeeshop, che andrebbero incontro a pesanti sanzioni, e quindi vi caccerebbero subito. Se andate in giro, la quantità di marijuana tollerata è di 5 grammi a persona. Nessuno vi dice nulla in proposito, ma è giusto sapere. E sicuramente, un salto nei coffeeshop, anche per i più proibizionisti, vale la pena.

Dal quartiere a luci rosse, si può prendere a sinistra per Neumarkt, la zona ebraica. Vi trovate la casa di Rembrandt, proprio vicino a Waterlooplein, dove ogni mattina c'è il mercato delle pulci (fleamarket): vi si trovano autentici gioielli di culto (tipo le magliette dell'Olanda dei mondiali 1974). Vicino al mercatino c'è l'Opera, il teatro.

Se da Waterlooplein, andando in direzione del teatro, girate a destra per il ponte, vi trovate in piena zona universitaria: l'UVA, universiteit van amsterdam, ha all'interno un pub ed una mensa, dove può mangiare chiunque, a prezzi contenuti. Gli orari sono olandesi, e i pasti anche, quindi sappiate che alle 19 chiude tutto, mentre il pranzo è dalle 12 alle 13.30 circa.

Nei pressi dell'UVA, si trova anche un locale molto ampio e ben illuminato, dove godersi caffè o bevande: è il De Jahre, decisamente da visitare. Soprattutto dalla primavera, quando apre le terrazze sul canale.

Due cose da sapere: nei pressi del De Jahre, si possono noleggiare piccoli battelli, coi quali girare per i canali. Non servono patenti per guidarli, ricordate però che le norme di navigazione sono come quelle stradali, quindi tenere la destra, precedenza nell'immissione in canali principali (comunque, non è difficile). Altrimenti, più romantico fare il giro notturno dei canali, con le imbarcazioni coi tavolini, a lume di candela, in cui viene servito anche qualche stuzzichino, e del buon vino.

Per mangiare, in effetti, la dieta olandese, contrariamente a quanto si pensi, non è così malvagia. Molto ricca di verdure e patate, annovera molto pesce (soprattutto aringhe, servite in chioschetti per strada, con cipolle e cetriolini, nel pane morbido tagliato a metà, sane e gustose), e ottima carne. Oltre ai conosciutissimi formaggi: nella strada dal quartiere a luci rosse a Piazza Dam, c'è una bottega con tantissimi tipi di formaggio. Anche se, per gli amanti del genere, è d'obbligo recarsi ad Alkmaar, a Nord di Amsterdam, dove ogni venerdì c'è il mercato dei formaggi.
Inoltre, l'Olanda, essendo un crocevia di culture, è fornitissima di prodotti di tutta Europa (i vini si trovano tutti, a prezzi non molto dissimili dai nostri, così come la pasta e l'olio), e di tutto il mondo. Mangiate cinese, thailandese, argentino, messicano, giapponese e italiano con la stessa facilità, e trovate ottimi ristoranti per ogni nazione.
Se doveste fare la spesa, non è difficile trovare gli alimentari (due catene sono diffusissime, Albert Hein e Dirk Van der Broek, il primo migliore, ma più costoso). Soprattutto, cercate di non pretendere la lattuga (sostituitela con l'indivia, cioè l'insalata belga, molto buona ed economicissima quassù), e provate ad utilizzare molto le patate (anche se pasta e pane si trovano a prezzi accessibili, più costosi che in Italia, ma comunque convenienti).

Dalla zona universitaria, potete ora arrivare comodamente a RembrandtPlein, cuore pulsante della vita notturna olandese. Pieno di locali, alcuni anche poco costosi (non mi ricordo i nomi, pardon!), dove ballare più o meno tutti i tipi di musica. Altro centro della vita olandese è Leidseplein, in cui si trovano due locali conosciutissimi: uno, il Paradiso Club, bello ma simile a molti altri. Il secondo, il Melkeweg (o Milky way, Via Lattea), il tempio hippy, ricordato da almeno due generazioni. Ogni novembre, vi si svolge la rinomatissima festa della Marijuana (la cannabis cup), dove si attribuisce il premio alla migliore erba. Un premio vinto diverse volte dalla GreenHouse, mini catena di locali (ce ne sono due o tre). Vale la pena di visitarla, per capire meglio il mondo che c'è intorno a questa cosa che in Italia viene vista come strega o come dea, senza mezze misure.

Da Leidseplein, andate verso Vondelpark, fermandovi ai chioschetti in cui vendono i Poffertjes, dolcetti di pasta passati in uno stampo e guarniti di zucchero. A Vondelpark, godetevi lo spettacolo dell'Olanda sdraiata, in tutta la sua diversità.

Da vedere assolutamente il Van Gogh museum, ed il Rijksmuseum. Se avete intenzione di visitare diversi musei olandesi, valutate se fare la carta dei musei (il cui costo e limiti, scusatemi, non li ricordo. All'epoca costava circa 25mila lire e valeva un anno in tutti i musei d'Olanda.

Così come imperdibile il mercato dei fiori tra la zona universitaria e RembrandtPlein (la zona si chiama Singel, dal canale che ci passa). E' carino comprare alcuni bulbi di tulipano, da piantare al ritorno. Crescono, è garantito.

Poco più su c'è Spui, una piazzettina, decisamente incantevole, dove si trova il Begijnhof, ex convento. E' un quartiere praticamente intatto dal Seicento. L'ingresso è gratuito, ma informatevi sugli orari.

La zona Ovest, invece, è dominata dalla Westerkerk, bellissima chiesa tipica nordica. Mi sembra si possa salire sul campanile. Proprio lì accanto, c'è la casa di Anne Frank. Interessante, ma è un magone, sappiatelo.

Da lì, inizia il quartiere dello Jordaan. Come accade frequentemente, un tempo era il luogo più povero della città. Oggi il più rinomato. A ragione, perché estremamente signorile e silenzioso, con alcuni localini romantici da visitare. Consigliato soprattutto agli innamoraticci!

Ultimo suggerimento. Per girare ad Amsterdam, ci sono 3 modi: tram, battello e bicicletta. Il battello prendetelo solo se avete voglia di girare per i canali, perché è lento e limitato. Conviene prenderlo la sera quando fa il giro dei canali con la guida.Il tram è comodo, anche se costoso. Potete fare un abbonamento, oppure acquistare le strippenkart, tessere a strisce (strippen) che vengono annullate man mano che si viaggia. La bici è in assoluto la più comoda, ma dovete noleggiarla (sennò ve la fregano), e depositarla di notte.

Occhio ai ladruncoli (quelli sono frequenti ovunque, non sono violenti ma fregano), e buon viaggio!

Per qualsiasi cosa, ammesso che me la ricordi, scrivetemi!
 

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