LA TROTA DI CAMPODIEGOLI: PESCE DAL PARADISO TERRESTRE

Panorama di Campodiegoli appena usciti dalla SS76Ovunque, esistono posti sconosciuti ai più, che, scoperti, si rivelano autentici paradisi terrestri. Nelle Marche, e ne vado orgoglioso, il discorso vale per il novanta per cento dei paesini. Uno di questi è Campodiegoli. In realtà, dalla posizione geografica non sembrerebbe tanto isolato: vicinissimo a Fabriano, ad un chilometro dalla SS76, è raggiungibile in 45 minuti da Ancona, ed altrettanti da Perugia. Facile immaginare come un tempo fosse una posizione strategica, all'incrocio di così tante vie: non dimentichiamoci che non c'è solo la direttrice proveniente da Ancona, ma anche da Macerata (via Matelica), da Fano e da Senigallia (via Arcevia). Non a caso, venne costruita una grossa fortificazione, nella località appunto chiamata "Cancelli" (c'è una stazioncina, ma i treni vi fermano oramai solo a richiesta), a protezione di quest'area. Surreale l'avvicinamento al paesino: si esce dalla frequentatissima SS76, con indicazione "Campodiegoli", un paio di curve ed il traffico sembra lontano anni luce: silenzio, quiete, natura. Un chilometro, e si è nel cuore del paese, tra casette di una volta, alcune ristrutturate dopo i danni del terremoto del 1997, senza però danneggiare l'atmosfera ovattata della zona.

Il posto non contempla chissà quali opere architettoniche. Tuttavia, oltre all'impronta urbanistica, tipica dei borghi di campagna, e a qualche monastero diroccato, come il "Monastio", al secolo Santa Maria dell'Appennino, rimane forte la presenza di una comunità molto unita, che dà vita a eventi curiosi: i presepi in scatola, alla chiesa di S.Pietro Apostolo, durante il Natale; zuccherellando, mostra-mercato dedicata alla zucca, a fine ottobre; la fierucola dei prodotti biologici, i primi di settembre.

I vasconi seminascosti della Coop. Agroittica Fabrianese="LeInoltrandosi tra le casine, dopo poco si raggiunge il rio Campodiegoli, accanto al quale, in apposite vasche, sguazzano le trote della cooperativa agroittica fabrianese. Dal borgo, per giungere alla cooperativa, si può passare tanto da una stradina asfaltata in mezzo alle case, quanto da un tragitto sterrato che costeggia il borgo (più adatto a mezzi capienti). I vasconi, all'arrivo, sono celati da canneti ed arbusti. Poi, all'entrata, appaiono al visitatore in tutto il brulicare di trote. Un posto piccolo, semplice e industrioso. Non ci sono le cisterne come da altre parti: qui tutto è a misura d'uomo. Due cose, comunque, fanno la differenza: innanzitutto, trote e gamberi di fiume sguazzano senza antibiotici ed altra robaccia. In aggiunta, l'affumicatura avviene nel modo più naturale possibile: sembrerà scontato, ma "affumicato" non sempre implica che il cibo sia stato messo in un ambiente prendendo il sapore di qualcosa che sta bruciando accanto (detta in maniera brutale). L'affumicatoio semi-nascosto dal cannetoLe vasche delle troteIn linea teorica, dovrebbe bruciare un arbusto. In realtà, bene che vada, si dà fuoco alla segatura, che costa meno e rimane "naturale", soprattutto quando c'è da affumicare una quantità esorbitante di prodotto. Se poi la quantità è super-esorbitante, si passa direttamente all'uso di sostanze chimiche "gusto fumo". Succede che nell'etichetta, però, questa pratica sia segnalata dalla scritta "aromi", senza alcuna specificazione. Chi affumica secondo natura (paradossale, ma è così!), deve invece segnalarlo, apponendo la dicitura "aromi naturali". Da queste parti, per fortuna, non solo gli aromi sono naturali, ma addirittura, i proprietari vanno nel bosco lì vicino (che è di loro proprietà) a scegliersi gli arbusti più adatti. Il ginepro che affumica la trota, perciò, è un ginepro sano e felice.

Resta un ultimo problema: come e dove gustare questa trota? Per il "come", c'è a disposizione, al momento dell'acquisto, un piccolo depliant con le ricette. Io l'ho mangiata scaldata al forno per pochi minuti, con sopra un tritato di prezzemolo, aglio e pistacchi. Eccellente. Per il dove, si può andare sia al "Casale", posto tranquillo, appena sopra la Cooperativa, oppure al ristorante "Le Fonti del Giano", laghetto di pesca sportiva, a Cancelli. O, altrimenti, a breve sarà aperto un punto ristoro proprio sopra le vasche. La baita della foto accanto, che finora è stata affittata agli amanti del relax, diverrà un luogo dove assaporare la trota appena affumicata. Una chicca, augurandoci che duri. La baita della cooperativa vista da fuoriLa baita all'interno

 

 

 

 

 

 

 

 

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