NUMERO UNO NEL PESCE: SENIGALLIA E I(L) DUCHI DELLA ROVERE

Il lungo Misa e i portici ercolaniNella costa marchigiana, sono tre i paesi che meritano di essere considerati "sempreverdi", che cioè non desertificano dopo l'estate, nonostante le dimensioni ridotte, dopo aver vissuto la bella stagione da protagonisti.

Uno di questi tre paesi è Senigallia (gli altri due ve li nomino quando ne parlerò, intanto vi stuzzico la curiosità nel trovarli). Potreste immaginarvela come una bellissima donna, sui trent'anni, ancora non sfiorita, ma con un passato del quale ha consapevolezza. D'estate, la vita brulica sia sulla Spiaggia di Velluto (la sabbia finissima di cui è rivestito il litorale le conferisce questo appellativo), sia sul vecchio corso, racchiuso tra i portici ercolani, che costeggiano il fiume Misa (allo sbocco del quale si adagia il porticciolo-canale, frequente nella costa adriatica) e la Rocca La Rotonda sul MareRoveresca, che lo separa dalla stazione ferroviaria. In spiaggia, monumento alle generazioni passate, c'è la Rotonda sul Mare (sì, proprio quella lì...), quasi a stridere con la gioventù che popola il lungomare d'estate; molto più a suo agio, e romantica, d'inverno, a ricordare un passato glorioso, ed il tempo che passa...

La storia di questo paese è assai strana: fondata dai Galli Senoni, era un'importantissima città romana. Poi però, come tutte le città costiere non protette da colline o insenature, viene saccheggiata; risorge con l'Esarcato di Ravenna, e ritramonta, restando fino al 1400 in stato di semi-abbandono. La Rocca RoverescaSuccessivamente i Malatesta e i Della Rovere la portano all'antico splendore, arricchendola di opere d'arte e costruzioni. Curioso che Dante, nella Divina Commedia, la contempli tra le città che "termine hanno": dovrebbe vederla ora!

C'è poi una cosa che rende Senigallia prima in Italia: senza alcun dubbio, la cucina di pesce, con due ristoranti nell'elite nazionale (Uliassi e La Madonnina del Pescatore, con i suoi esperimenti sui salumi di pesce ed il susci mediterraneo), e altri che seguono a ruota (ad esempio, il Cuoco di Bordo, il Barone Rosso, Riccardone's - che ora ha cambiato nome, ahimé non ricordo come).L'arte di pulire il pesce Non è peregrina l'idea di sfruttare questo luogo come base per visitare l'entroterra, senza rinunciare a un bagno al mare. Anche perché Senigallia ha questa duplice natura, di piccola Riccione e di borgo antico - quasi che la ferrovia dividesse due mondi completamente diversi - che merita di essere esplorata. Giovedì, il mercato generale,al Foro Annonario, è una festa da vedere: chioschi, negozi sotto il portico circolare del foro annonario, banchetti, a volte un solo tavolo dove viene tagliata la porchetta, da mangiare subito, con le mani, senza pudori. La Fiera di Sant'Agostino, invece, non va solo vista: ci si deve immergere nella folla, pensare che, un tempo, nota come Fiera della Maddalena, a Maggio, era talmente famosa che la gente accorreva dal centro Europa; Goldoni vi intitolò una commedia in musica ("La Fiera di Sinigaglia"). Addirittura, il Papa dovette far spostare la data (oggi è a fine agosto) perché l'afflusso di persone Il taglio della porchettadanneggiava la contemporanea fiera di Maggio di Ancona. Immaginatevi l'astio dei senigalliesi, tuttora spesso in bilico nell'identificazione tra area anconetana e pesarese, sovente né dall'una né dall'altra.

In un posto del genere, quasi le Marche in una città, è obbligatorio fermarsi. Il ricettivo, come in tutti i paesi costieri, è vasto, dal campeggio, agli alberghetti e avanti si vada. Un Hotel, però, è degno di nota, e spicca tra gli altri: il Duchi della Rovere. Non per l'estetica, che anzi non vanta ricercatezze di chissà che tipo; ma perché è l'esempio migliore di come un Albergo cerchi di perseguire la Qualità (il pallino di Mario Pagliaro, di cui vi rimando al sito). Si trova sopra la stazione ferroviaria, eppure il treno si avverte flebile, perché il lavoro di isolamento sonoro è stato così meticoloso, che ora l'edificio si trova sopra uno strato di liquido isolante. Si rovesciano le parti: la posizione rende comodissimo l'arrivo in treno (e Senigallia è una stazione servita piuttosto bene). Ciò che fa la differenza, come sempre, sono le persone. Luca e Il bagno del Duchi della RovereRoberto Frulla, i gestori, due ragazzi giovanissimi, incarnano il significato della qualità dal volto umano. Persone squisite, curano nei minimi particolari la soddisfazione dei clienti: frutta fresca all'arrivo, set di saponi, anche da barba, e spazzole per la cura del corpo; a colazione, una scelta vastissima (per la mia esperienza, seconda solo al pluricentenario Hotel Posta di Reggio Emilia) per tutti i palati, anche quelli con allergie o L'arte in cameraintolleranze. Ogni camera reca il nome di un personaggio del territorio (uno dei Duchi della Rovere, o un artista, che qui Raffaello e Tiziano sono passati mica poco...), ed è arredata con quadri a tema. Peraltro, la mostra che fino al 4 di ottobre si svolge nella Rocca Roveresca, meriterebbe una notte qui a giusto complemento. E, ça va sans dir, la cortesia che vi circonda è proverbiale, senza eccessi o cerimonie stucchevoli quanto insincere. Tanto che alla fine del soggiorno, ve ne tornerete da Senigallia con l'arte negli occhi, e tante amicizie in più. Meglio di così?

 

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